Quadrifoglio

Quadrifoglio

La rarità del quadrifoglio ha fatto nascere in varie culture diversi miti, il più comune dei quali è che trovarne uno sia simbolo di buona sorte; parimenti si ritiene che porne uno sotto il cuscino propizi bei sogni.

QUADRIFOGLIO – PENSIERI LOQUACI

Sempre secondo altre credenze popolari, ogni foglia rappresenterebbe qualcosa: la prima è per la speranza, la seconda per la fede, la terza per l’amore e, ovviamente, la quarta simboleggia la fortuna.

Il quadrifoglio nell’Orto della Strega Matteuccia

Nel “Quaderno dell’Orto della Strega Matteuccia” si legge che per la festa di San Giovanni (24 giugno): un giovane, aspirando all’amore di una ragazza, le offriva in questa occasione un mazzolino di fiori di campo dichiarandosi combare. L’offerta, se ben accolta, veniva contraccambiata in occasione della festa di san Pietro (29 giugno) con un analogo mazzolino di fiori e determinava un combaràtico durante il quale il combare e la commare stringevano rapporti di cortesia. Il mazzolino di fiori, a Todi, aveva una circonferenza di circa 45 cm, era costituito da quattro o cinque fiori di spigo (lavanda) circondati da due o tre giri di garofani (garòfoli) di un solo colore per ogni giro, qualche volta ne seguiva uno di fiori di matricala (matrigala). Chiudeva il mazzo un giro di fiori di spigo, alternati a foglie di eulalia (fettuccina) e di erba di santa Maria (fronosèlla). Nelle campagne circostanti i mazzolini potevano essere costituiti da varietà di fiori diversi purché contenessero una spiga (simbolo di prosperità) ed un quadrifoglio che fungeva da portafortuna.Tali mazzolini costavano dai 15 ai 25 centesimi e la mattina delle rispettive festività potevano essere acquistati nelle botteghe delle vennaròle. Il giovane, porgendo il mazzolino alla ragazza, esclamava: «l mazzétto è cciuco, ll’amóre è ggranne, te tièngo pe ccommare de san Giuanne». In risposta, il giorno di san Pietro, la ragazza rispondeva: «l mazzétto è cciuco, ll’amóre è ssingéro, te tièngo pe combare de sam Piétro».