Rosmarino

Rosmarino

Il rosmarino (Salvia rosmarinus Schleid.) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Originario dell’area mediterranea dove cresce nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell’entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari.

Il rosmarino nel quaderno dell’orto della strega Matteuccia

Il significato del nome rosmarino probabilmente si riconduce alla definizione “arbusto di mare” oppure “rugiada di mare”. E’ una pianta perenne dai fiori azzurro pallido molto diffusa nell’areale mediterraneo. Insieme ad iperico, lavanda e ruta è il principale ingrediente dell’acqua di San Giovanni ma poteva essere anche usato da solo appendendo dei ramoscelli dietro a porte e finestre per allontanare streghe e spiriti maligni. Nell’antico Egitto era considerata simbolo dell’immortalità per cui si metteva nelle mani dei defunti, pratica che si diffuse in molte parti d’Europa dove, a settentrione, si accompagnavano tenendo un ramoscello in mano durante la funzione.

A Bologna c’era la tradizione di portare con se, dai primi di giugno, dei rametti fioriti di questa pianta all’interno di un sacchettino di tela blu che poi venivano bruciati durante la notte del 23 per allontanare negatività e propiziare la fortuna.

Il rosmarino in cucina

Tante le ricette della cucina popolare umbra che impiegavano erbe selvatiche o curative tra gli ingredienti: un po’ in tutta l’Umbria le frittelle di farina e acqua o pasta da pane conosciute come arvoltoli, fregnacce o altri nomi, con germogli di vitalba, o menta, o rosmarino o salvia nell’impasto. Torte salate farcite con erbe varie (nel Folignate le rocciate, a Nocera Umbra il bisciarello, in Valnerina le fojate); frittate con aglietto fresco, con gli asparagi selvatici,
luppolo, mentuccia, germogli di vitalba, erbe selvatiche miste; l’acquacotta con la mentuccia; a Orvieto la bistecca del curato (con basilico, maggiorana, mentuccia, rosmarino e alloro); i piatti di selvaggina e carne aromatizzati
con i capperi, che ancora crescono, seppure dimenticati, su molte antiche muraglie).

Procedura:

Vaso:

  1. Per creare il vaso ho preso una forma chiamata High Resolution Tube e l’ho semplicemente rimpicciolita e abbassata.

Foglia:

  1. Per fare la foglia del rosmarino, come prima forma ho scelto l’Ogiva.
  2. Per incavarla ho duplicato l’oggetto che già avevo, l’ho rimpicciolito, l’ho reso vuoto ed infine l’ho raggruppato all’Ogiva precedente.

Ramo:

  1. Per fare il ramoscello invece ho preso un cilindro, ho rimpicciolito anche esso e l’ho appiattito.
  2. Subito dopo ho preso la foglia che avevo fatto in precedenza e l’ho affiancato al ramo.

Una volta fatta questo; ho ripetuto questo procedimento finché è venuto fuori un ramo di rosmarino completo.

Infine duplicando varie volte il ramoscello è venuta una piantina di rosmarino.